Due test della postura da fare a casa

Pubblicato il 22/10/2026

«Ho una postura terribile, vero?» È una delle frasi che sento più spesso in studio, a Pasiano di Pordenone, a volte prima che io abbia detto una parola. La curiosità è legittima: la postura è una delle poche cose del nostro corpo che possiamo guardare allo specchio ogni mattina.

Allora ti lascio due test semplici, che puoi fare adesso in due minuti e senza attrezzi. Poi ti spiego come leggere il risultato, perché quello che vedrai non è una diagnosi e qualche grado di asimmetria pesa molto meno di quanto credi.

Che cosa può dirti un test fatto in casa

Un test a casa serve a una cosa sola: farti notare come stai. Non misura niente, non individua cause e non dice se hai o avrai mal di schiena. È un'istantanea, scattata in un giorno preciso, con la stanchezza e lo stress di quel giorno addosso.

Vale comunque la pena farlo, perché sposta l'attenzione. Dopo un test del genere molti pazienti si accorgono per la prima volta di tenere sempre la borsa sulla stessa spalla, o di ruotare il tronco verso destra quando lavorano al computer.

Il test del muro, passo per passo

Ti serve un muro libero, senza battiscopa sporgenti.

  1. Appoggia la schiena al muro, con i talloni a 5-10 cm dalla parete e i piedi alla larghezza dei fianchi.
  2. Rilassa le spalle e guarda avanti, mento parallelo al pavimento. Non raddrizzarti per fare bella figura: resta come stai di solito.
  3. Controlla quali punti toccano il muro: glutei, scapole e nuca dovrebbero sfiorarlo senza che tu debba spingere.
  4. Fai passare una mano dietro la zona lombare e una dietro il collo. In entrambi i casi dovrebbe entrare la mano piatta, non il pugno.
  5. Resta così 20-30 secondi e nota dove senti tensione.

Se la nuca non arriva al muro a meno che tu non alzi il mento, è un segnale che vedo spesso in chi passa molte ore davanti a uno schermo. Se dietro la zona lombare passa un pugno intero, la curva lombare — l'incavo naturale della parte bassa della schiena — sta lavorando più del necessario.

I triangoli della taglia, cosa guardare

I triangoli della taglia sono i due spazi vuoti tra le braccia e i fianchi quando stai in piedi con le braccia lungo il corpo: uno per lato.

Mettiti davanti a uno specchio, braccia rilassate, piedi alla larghezza dei fianchi. Confronta i due spazi: hanno la stessa ampiezza? Una mano è più vicina al fianco dell'altra? Guarda anche l'altezza delle spalle e il livello delle creste iliache, i due bordi ossei che senti appoggiando le mani sui fianchi.

Una piccola differenza la trovo praticamente in tutti: siamo asimmetrici per costituzione. Un'asimmetria inizia a interessarmi solo quando la ritrovo insieme a un sintomo che torna sempre nello stesso punto.

Come leggere il risultato senza allarmarsi

Rifai i due test in un altro momento della giornata, per esempio la mattina appena sveglio e dopo otto ore di lavoro, e confrontali: molto spesso cambiano. Questo ti dice la cosa più importante di tutte, cioè che la postura non è una struttura fissa ma un comportamento, e un comportamento si può modificare.

In studio ho visto schiene perfettamente allineate che facevano male e corpi pieni di asimmetrie senza un dolore da vent'anni. Il test non è una sentenza: è un promemoria.

Perché il movimento pesa più della postura

La domanda che arriva subito dopo è sempre la stessa: «E se la postura è a posto e mi fa male comunque?» Capita, ed è frequente. Il fattore che vedo pesare di più non è la forma, è la quantità di movimento: ore passate seduto, poche camminate, sempre gli stessi tre o quattro gesti ripetuti tutto il giorno.

Prima di inseguire la postura perfetta, quindi, conta i minuti in cui ti muovi. Venti o trenta minuti di camminata al giorno e qualche momento in cui il corpo fa qualcosa di diverso dal solito valgono più di qualsiasi correzione davanti allo specchio. Su questo ho scritto anche i tre consigli fondamentali per una schiena sana.

Quando rivolgersi a un osteopata

Questi due test servono a guardarti, non a diagnosticare: nessun risultato, da solo, spiega un dolore. I consigli di questo articolo non sostituiscono una valutazione professionale.

Ha senso fissare un appuntamento quando il dolore dura da più di due settimane, quando torna sempre nello stesso punto nonostante il riposo, quando si irradia lungo una gamba o un braccio o si accompagna a formicolii e perdita di forza. Durante la prima visita guardiamo insieme postura, mobilità e abitudini quotidiane, per capire da dove arriva il disturbo e costruire un percorso su misura.

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